Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Como
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Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Como

Abitare il Paese – Como, Liceo Scientifico


Intro Progetto Scuola Primaria Scuola Media Liceo Scientifico


Tutor: Arch. Silvana Verga
Il Progetto e le sue Finalità   (Liceo Scientifico ‘Paolo Giovio’, Como-Camerlata/Rebbio)

Il progetto vuole fornire, attraverso la creazione di una Mappa di Comunità uno strumento concreto utile per realizzare, in collaborazione con l’Associazione ASYLUM, un Museo del quartiere di Camerlata. il Liceo Scientifico e Linguistico Paolo Giovio è collocato di fatto tra i due quartieri di Rebbio e di Camerlata, con i quali condivide solo la funzione di passaggio. Gli studenti della classe 3a B, nel loro ruolo di facilitatori, daranno voce al quartiere attivando azioni di cittadinanza partecipata e scopriranno così in maniera diretta la sostanza fisica e immateriale di cui è fatto lo spazio condiviso della scuola e del quartiere
Il Contesto

Il quartiere di Camerlata è sede da parecchi anni di un importante processo immigratorio che si è innestato su un tessuto sociale ed economico in via di ridefinizione a causa della progressiva dismissione delle funzioni industriali e di servizio (Ospedale S. Anna) a cui era stato vocato da decenni in virtù della sua particolare posizione rispetto alla città capoluogo di riferimento. Il rischio è quello di incrociare la perdita di affezione e della memoria storica dei residenti originari con il senso di esclusione dei nuovi residenti, innescando conflitti sociali e fenomeni di degrado e di emarginazione.
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Le fasi del progetto attivate

RAGIONARE sugli elementi, i segni e gli spazi della Città

Vederli attraverso il loro utilizzo per riconoscerne la presenza oltre lo stereotipo banalizzante
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REALIZZARE una mappa di comunità del Liceo: Città nella Città

Per comprendere cos’è una mappa di comunità e il valore dei luoghi quotidiani, delle cose, dei pieni e dei vuoti. E del rapporto che le persone instaurano con essi.


 

 

Coinvolgere Esperti e Associazioni per CONOSCERE

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Il quartiere come luogo della storia e delle storie Arch. Giovanni Cavalleri.
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Il Verde come strumento di riqualificazione possibile: micro interventi a dimensione di quartiere Arch. Roberta Peverelli
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Il treno, il tram, la strada Prof. Salvatore Bordonaro

 

Camminare il quartiere per RI-CONOSCERE (la storia e le storie) e RI-ELABORARE (riqualificazioni possibili)


Non c’è nessun luogo di incontro a Camerlata, se non l’Esselunga per fare la spesa e magari bere un caffè… la piazza dell’Esselunga, ” Fisac”, rappresenta uno dei luoghi più nuovi e più curati ed inoltre importante il nome stesso della piazza, ovvero della ex fabbrica situata proprio a Camerlata… Chiara F.

La piazza è un luogo di passaggio ma non un luogo di ritrovo. Bisognerebbe fare delle modifiche per renderla un luogo dove le persone si incontrano. Giorgia G

Con il tempo questa piazza sia diventata solo una zona di transito, invisibile, noi ci passiamo ogni giorno per andare a scuola ma nessuno si è mai fermato …..prima quella piazza era tutt’altro, anche dalle testimonianze delle persone che vogliono solo essere ascoltate. Martino R.

..Questo (il traffico) potrebbe far perdere valore alla piazza che non può essere attraversata tranquillamente a piedi. Valentina R.

Sono evidenti le potenzialità del parco, che se sistemato e rivalorizzato, attirerebbe gli abitanti e offrirebbe loro un luogo estraneo al caos e al cemento di Camerlata. Lorenzo B.


I condomini hanno provato a rendere più verde e ad abbellire la zona vicino all’entrata, però sembra che sia trascurato. Sara D.

Perciò in quell’angolo personalmente manterrei le piante già presenti, sostituendo però il cemento con dell’erba. Lorenzo B.

Trovo particolarmente brutto l’uso eccessivo del cemento…Davide B.

… Una strada invasa da macchine che potrebbe essere migliorata con un nuovo bar o delle aiuole e riducendo le macchine parcheggiate. Riccardo C


In questa foto si può vedere ampiamente l’operato dell’uomo in una zona in cui l’unico elemento verde è una rotonda. Andrea M.

A colpirmi molto è stato come i graffiti, ben realizzati, siano riusciti a migliorare considerevolmente una zona fatiscente Lorenzo B.

L’altro aspetto negativo è che questa sezione di verde inquinato é situata proprio accanto ad abitazioni di Camerlata. Raimondo S.

Questo binario è un luogo animato dai piccoli spazi di verde sui lati, oltre che paradossalmente dai graffiti. Valentina R.

Si nota che i luoghi naturali di Camerlata sono molto trascurati, perché si da’ più importanza alle strade, considerando questo quartiere un luogo di passaggio, senza pensare a tutte le persone che lo abitano. Paola P

Dalle persone intervistate e dall’incontro con ASYLUM ho realizzato che c’è comunque la volontà da parte di una fetta di cittadini di apportare cambiamenti significativi al quartiere… Pietro G


Questo per me è un “angolo” importante di Camerlata perchè si tratta di una zona recintata che si trova a lato del marciapiede che percorro ogni giorno per andare dalla stazione di Camerlata a scuola e viceversa. Francesca S.

Le persone la maggior parte delle volte ci passano davanti senza pensare all’importanza di questo spazio, ma se non ci fosse l’intera stazione farebbe un altro effetto. Valentina R.

In questo spazio potremmo mettere delle panchine per le persone che aspettano il bus o Il treno e inoltre piantare degli alberi e delle siepi. Benedetta E.

…Farebbero comodo delle panchine, anche per creare un luogo di ritrovo all’aperto. Francesca S.


La sede dell’associazione secondo me potrebbe essere usata come luogo di incontro tra ragazzi per socializzare o per organizzare eventi particolari (per es feste). L’importante però è che si mantenga un certo rispetto per il luogo e per le persone che ospitano. Raimondo S.

 

Dare voce ai residenti: la MAPPA di COMUNITA’

Il volantino informativo (errori e imprecisioni sono dovuti all’impossibilità di correggere le bozze sopraggiunta a seguito dell’interruzione delle attività didattiche)

 

Poi improvvisamente la Città si svuota

Gli spazi delle strade diventati così inutilmente grandi. I vuoti e i pieni della città materializzano relazioni inaspettate, e allora la città al tempo del Coronavirus fornisce, obtorto collo, la possibilità di osservare la scena indisturbati. E di ri-pensare a una possibile altra normalità (in questa fase hanno contribuito anche le classi 3aSA e 3aE)

prof, scusi ma sono relegata in casa e la vedo dura, anzi durissima, andare in giro a fare le foto… anche perché c’è una pattuglia fissa davanti a casa mia… non vorrei mi prendessero per una untrice… se le va bene posso farlo di casa mia! Anita R.

La Percezione di una differente dimensione degli spazi delle strade; le auto diventano soggetti autonomi, dotati di vita propria e lo si scopre per sottrazione.

..Inoltre, ciò che percepisco differente è il rumore, silenzi molto lunghi per le strade…Chiara F.

Ma in realtà c’è un lato positivo in tutto questo, infatti gli uccelli, non più disturbati dal frastuono, cantano in continuazione. E’ proprio vero che basta l’uomo sparisca per poco, che la natura rinasce. Lorenzo B.

Nella mia stessa via le auto parcheggiate sono aumentate in quanto non si spostano più e rimangono fisse ai margini della strada Pietro G.

… nessuno circola più per le strade e soprattutto se vanno in giro non utilizzano più le macchine. Sara D.

Una strada ( la Provinciale che passa per Lipomo) che se vista dal finestrino della macchina o dal marciapiede non rende lo spazio che occupa davvero. Roeld H.e Giorgia D.

Anche la strada che si percorre sembra allungarsi, forse perché prima la camminata era accompagnata dallo spostamento delle automobili. Tommaso P.

prima, a causa delle esalazioni delle industrie e dello smog, l’aria era pesantemente inquinata e spesso (soprattutto la mattina presto) vi era un cattivo odore chimico. Ora è cambiato. Anita R.

Fortunatamente la gente ha capito che questa è una cosa seria, ed è in momenti come questi che ognuno di noi deve mostrare rispetto e buon senso. L’Humanitas degli antichi. Benedict T.

Ho frequentato per molti anni il paese dove abita mia nonna. È Appiano Gentile. Cominciamo dalla piazza. Dicono che sia una tra le più belle, ma sinceramente, stracolma di automobili parcheggiate, non mi dice nulla. È successo poi un cambiamento: una sera sono stato invitato ad un evento ed è stata una specie di rivelazione. La piazza era completamente svuotata e l’illuminazione morbida proveniente dai lampioni dava ai palazzi intorno un fascino di cui non mi ero mai accorto. Ho finalmente notato le facciate delle case, che conservano, l’atmosfera dell’epoca in cui vennero edificate. Le luci soffuse davano rilievo all’arcata in fondo alla piazza e si potevano notare le scanalature della pietra e creavano una atmosfera di mistero, evocando l’epoca in cui le persone che potevano permetterselo andavano a passeggiare a cavallo oppure si andava con calma a piedi e ci si fermava a chiacchierare, ci si salutava con cortesia e cerimoniosamente. Bruno C.

La riscoperta degli spazi pubblici e privati vissuta come opportunità di relazioni ritrovate: assenti le suggestioni della città smart, intelligente, futurista. Ritorna la città storica con i suoi archetipi immutabili.

Allo stesso tempo, tutto ciò fa riflettere e pensare come spazi di aggregazione che noi riteniamo “scontati”, siano invece fondamentali nella vita di tutti noi.Chiara F.

Le strade, anche se viste per ora solo dal balcone di camera mia, sono più spaziose, più pulite quasi, e forse si riesce ad apprezzarle di più. Davide B

Qui è il mio balcone, che sta diventando sempre più un luogo importante perché mi porta fuori da casa mia. Emilio M.

Non mi manca per niente il viavai delle auto, ma bensì vedere e sentire le voci dei passanti che percorrono il lungo marciapiede davanti a casa mia. Francesca S.

La prima cosa che farò quando finirà tutto questo sarà andare a piedi fino al Monte Croce e da lì guardare Como dall’alto in totale solitudine. Oleg N.

Il giardino del mio palazzo che io sono abituato a vedere di sfuggita la mattina mentre vado a scuola. In questi giorni però è stato fondamentale, e casualmente mi sono imbattuto nei miei vicini i quali avevano avuto la mia stessa idea. Adesso il mio giardino è diventato un luogo in cui si parla e si condividono idee su tutto e tutti con i vicini. Giacomo C.

Credo, inoltre, che questa esperienza farà capire maggiormente alle persone l’importanza di rispettare le regole per il bene della comunità, che potrebbe anche in un futuro tramutarsi in un maggiore rispetto verso i luoghi pubblici. Riccardo C.

adesso che tutti sono chiusi nelle loro abitazioni le aziende stanno scoprendo i vantaggi della tecnologia, come il lavoro da casa, ma ancora più importante adesso le persone stanno dando molto più valore all’ambiente fuori di casa. Magari alla fine dell’isolamento le persone inizieranno ad uscire di più, a godersi di più il paese, la natura. Federico P. e Matteo C.

viviamo nel paese più bello del mondo eppure ce ne accorgiamo solo ora che è vuoto, che ci è stato “tolto”.. Ma quando tutto questo sarà finito noi potremmo tornare a riempire quelle piazze, potremmo tornare a guardare quei monumenti però dando stavolta il valore che meritano. Roeld H. e Giorgia D

mi sono accorta che quello che rende realmente affascinante una località è la vita che lo caratterizza: la musica dei locali che attira i ragazzi, le chiacchiere proveniente da gruppi di amici, le urla dei bambini che si divertono al parco…Eleonora B.

…prendevo la mia bicicletta e, dopo aver pedalato per poco meno di un chilometro, ero già dal piccolo alimentari di paese per acquistare un pacchetto di pasta e un barattolo di passata di pomodoro, due elementi indispensabili per un pranzo dalla nonna; suonerà strano ma quella serie di eventi, dal saluto della commessa all’odore di pane appena sfornato, che erano accaduti in una semplice mattina a Capiago Intimiano rappresentano in pieno la bellezza del vivere in paese. Alberto C.

Abbiamo il diritto di respirare senza la costante minaccia di particelle inquinanti e dovremmo far sì che il calo nello smog continui anche dopo la fine della quarantena per Coronavirus. Costanza C.

Per quanto qualsiasi tipo di interazione sia esplicitamente vietata, le persone hanno ricominciato ad utilizzare i servizi del paese e con ciò stanno contribuendo ad un maggior sviluppo dell’economia cittadina: il panettiere, il macellaio, il fruttivendolo, e la farmacia che prima erano quasi semivuoti, ora sono molto più frequentati, sempre nel rispetto delle norme sanitarie. Elisa S.

proprio grazie a questo ora conosciamo meglio i nostri spazi domestici.

In casa sto sempre in camera mia, in più avendo mia mamma medico che lavora a diretto contatto con i malati di Covid-19, per diminuire la probabilità di contagio tra di noi abbiamo ognuno un bagno (fortunatamente ne abbiamo tre) e una camera, mio papà in quella di mio fratello che vive ormai via, io sono sola perché mia sorella vive a Milano e mia mamma nella sua; tutto ciò ha modificato la mia visione degli spazi, stiamo sempre attenti a non stare troppo vicini, anche sul divano abbiamo una valigia che ci separa da mia madre. Non sto più in salotto e in cucina mio padre cucina e io poi pulisco, una realtà a cui non riesco però ad abituarmi. Marta F.

Le Proposte di spazi verdi, di luoghi sottratti al traffico, di spazi di socialità: panchine, alberi, immobilità e contemplazione.

Un altro luogo di incontro, è viale Geno, fortunatamente le macchine che passano sono poche, il verde c’è ma non è molto curato, ma se lo fosse, sarebbe un bellissimo prato verde con vista sul lago. Inoltre si potrebbe aggiungere una pista ciclabile al lato della strada, ideale sia per adulti che per bambini. Chiara F.

Un’altra cosa che mi piacerebbe molto vedere sarebbero delle pensiline del bus come questa (immagine di pensilina design) perchè molto spesso quando aspetto il bus non posso nemmeno sedermi o se piove non c’è un posto dove potersi riparare. Credo sia anche un luogo di socializzazione. Chiara V.

la Via Napoleona vuota e attraversabile, silenziosa e senza auto, dopo averla vista tutti i giorni per due anni a questa parte caotica e inquinata quasi da togliere il respiro, mi ha dato un forte senso di pace. E allora viene da pensare a quanto si potrebbe fare per rendere tutto un po’ più vivibile….Pensavo a una serie di aiuole in funzione spartitraffico, magari con alcune tipologie di alberi o piante simili a quelle già presenti sul lato destro della strada. Davide B

>Credo che in questo spazio “recuperato” (la strada) grazie alla mancanza di traffico si potrebbero attuare diverse azioni per mettere a contatto gli abitanti dei palazzi qui intorno: essendo un viale, i due sensi delle strade sono divisi da delle “isole” verdi che spesso sono abbellite con alberi e pietre e credo che questi spazi verdi siano perfetti per organizzare incontri se valorizzati. Poi molto vicino a casa mia vi è anche un rettangolo asfaltato che viene usato come campo da pallavolo di fortuna: anche in questo caso l’organizzazione di eventi sportivi atti ad unire gli abitanti del mio quartiere sarebbe facile ed economica (basterebbe una rete ed una palla) Emilio M.

Mi piacerebbe che questo limitato utilizzo dell’auto venisse mantenuto…Francesca S.

….sono le strade vuote. Ed osservandole mi è venuto in mente il nostro attuale progetto di arte, poiché osservare spazi così ampi ed inutilizzati, mi ha fatto riflettere su quanto spazio potrebbe essere rivalorizzato per crearvi spazi comuni e d’incontro. Lorenzo B.

Provi un attimo a pensare come sarebbe camminare o vedere camminare centinaia di persone in strada. La strada che era prima un fiume di macchine diventerebbe un fiume di persone. Io penso che bisognerebbe almeno provare a rigenerare. Martino R.

Basti pensare ad esempio proprio a Camerlata, luogo sempre molto trafficato, caratterizzato unicamente dalle strade, …si potrebbero realizzare dei punti di incontro per gli abitanti, cosa di cui questi necessitano molto per sentirsi dei cittadini più uniti, sentimento che in questi giorni inoltre servirebbe moltissimo. Paola P.

Mi immagino al centro una grande piazza circondata da alberi, aiuole e panchine. Sarebbe bello vedere anche un angolo dedicato all’attività sportiva, per esempio un piccolo campo da basket, un percorso dedicato alla corsa o una pista ciclabile.Raimondo S.

Una possibile idea di rigenerazione per la città di Como potrebbe essere la costruzione di una pista ciclabile: essa oltre ad essere attrazione di clientela in bici presso tutti i negozi di Como, ridurrebbe il consumo di territorio per una conseguente riduzione dei parcheggi e delle auto. Sarebbe particolarmente importante ripensare e re – inventare il paesaggio urbano, a partire soprattutto da quello delle periferie da sempre trascurato e poco valorizzato, anche attraverso l’introduzione di nuove aree verdi. Eleonora F. e Chiara C.

Si potrebbe recuperare lo spazio di molte strade posizionando al centro delle poltroncine/sdraio che permettono alle persone di trovare tranquillità sfruttando la strada per contemplare il cielo, gli alberi gli animali. Riccardo V.

 

Il Desiderio

…Qual è il primo luogo in cui Lei vorrebbe andare quando tutto questo finirà?….Io andrò a piedi al Monte Croce, da solo,  per vedere Como dall’alto …Oleg.N.

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Un doveroso ringraziamento a: Liceo Scientifico ‘Paolo Giovio’ Como Rebbio-Camerlata, le professoresse/ri e i dirigenti.

Ordine architetti di como